Cinque anni di FurgonCino: se la piazza si fa Villaggio

Il FurgonCino del Villaggio per Crescere compie cinque anni. Cinque anni da quando questo mezzo un po’ speciale ha iniziato a girare per Trieste con un carico decisamente originale: non merci, ma storie e materiali per giocare. Un’idea che ha messo le ruote per andare a cercare bambini, bambine e famiglie in luoghi pubblici, aperti, accessibili e informali, dove il gioco si autodirige e si fa strumento di conoscenza reciproca. Lì dove è possibile abbattere quella soglia, spesso invisibile ma altissima, che separa alcuni quartieri dall’accesso a servizi e proposte educative e culturali più formali e strutturate, presidiate da personale formato e in grado di accompagnare i più piccoli e le più piccole con le loro famiglie nel loro percorso di crescita.

Portare storie e giochi dove non te l’aspetti

Come suggerisce l’immagine scaturita dalle parole di una nostra operatrice, Il FurgonCino è un “luogo che ne abita altri”. Quando apriamo i portelloni, il cemento della piazza cambia volto. Uno spazio che alcuni attraversano senza farci troppo caso nelle traiettorie della propria quotidianità, diventa catalizzatore di sguardi, di incontri inaspettati, di chiacchiere con persone intraviste altre volte in quell’angolo di mondo, ma con cui non si è avuta mai la scusa per scambiare più di due parole.

Portare libri e materiale per giocare “fuori” dai luoghi in cui ti aspetti di trovarli è una scelta precisa. Il gioco e la lettura condivisa diventano la miccia che accende la voglia di tornare negli spazi pubblici, diventano uno dei fili con cui è possibile provare a ricostruire quel tessuto sociale che la modernità ha sfilacciato: il FurgonCino prova a riportare indietro le lancette a quando la vita di comunità accadeva fuori. In questo senso, non trasporta solo libri e giochi: trasporta tempo da vivere assieme, prossimità e presenza fisica.

La riconquista del “fuori”

Negli ultimi decenni abbiamo assistito a una progressiva “domiciliazione” dell’infanzia: bambini e bambine giocano sempre più spesso in casa, o in “ambienti digitali”, in contesti con proposte strutturate o in spazi recintati e protetti.

Portare il FurgonCino in piazza è un po’ come rompere questa bolla. Restituisce a bambini e bambine la possibilità di un incontro imprevisto con l’altro, all’interno di gruppi eterogenei per età e provenienza culturale e sociale. Non solo. Quando i più piccoli e le più piccole giocano in piazza, stanno lanciando un messaggio alla città: “Noi esistiamo, abitiamo questi spazi e abbiamo il diritto di viverli non da spettatori passivi”

E per adulti e adulte? Stare insieme in una piazza permette di riscoprire il piacere della chiacchiera spontanea, del confronto informale con il personale educativo o con il vicino di casa, a due passi da dove si abita. Il FurgonCino riduce le distanze, smussa le diffidenze e trasforma un gruppo di sconosciuti in una comunità temporanea ma reale. 

Frammenti di vita a bordo

Il valore di questi cinque anni sta nelle storie minime che accadono ai margini dei portelloni aperti. Il nostro diario di bordo potrebbe raccontare cosa il FurgonCino è:

  • una piccola biblioteca itinerante che porta con sé libri di qualità e selezionati con cura
  • una borsa di Mary Poppins su ruote da cui escono materiali per disegnare, creare e fare musica
  • una calamita che attira i più piccoli e le più piccole: energia che si catalizza per poi esplodere in un big bang che investe la piazza

Ma anche cosa non è, ma è stato:

  • un rifugio per animali
  • una pista di pattinaggio
  • un furgoncino dei gelati

La strada davanti a noi

Cinque anni sono un bel pezzo di strada, ma la sensazione è che ci siano ancora tantissimi luoghi che aspettano solo un’occasione per accendersi. Il FurgonCino continuerà a girare, a mettere a disposizione materiali e colori e a leggere storie a bassa voce, convinti che ogni piazza che torna a vivere sia un piccolo pezzo di città che torna a misura di bambino e bambina. Inoltre. Una piazza vissuta e giocata è una piazza più sicura di una piazza vuota o pattugliata. Quando il FurgonCino se ne va, lascia dietro di sé non solo il ricordo di una storia letta, ma la consapevolezza che quello spazio può essere vivo. Abbiamo seminato l’idea che la strada non è un pericolo da cui proteggersi, ma un bene comune di cui prendersi cura insieme.

Articoli correlati