Capire come scegliere i libri per bambini e bambine nei primi tre anni di vita può essere un’impresa più ardua di quel che si pensi. Lì per lì si potrebbe anche decidere di affidarsi al parere di chi lavora coi libri, ma ci sono alcune cose che neanche un libraio o una libraia esperti possono sapere: com’è fatto il bambino o la bambina che leggerà con noi? Come si comporta? Quali sono davvero i suoi gusti?
Le risposte le conosce meglio chi passa le giornate accanto a lei o a lui. Chi si prende cura di una bambina o di un bambino sa meglio cosa riesce già a fare con le mani o per quanto tempo resta volentieri sulla stessa pagina prima di voler andare avanti. Sono queste le piccole osservazioni quotidiane che fanno la differenza nella scelta di un libro. Proprio perché nei primi anni un libro si tocca, si guarda, si morde e si sfoglia a salti. E prende vita grazie alla voce di chi lo legge.
In questo articolo allora proviamo a mettere insieme i punti di vista di chi conosce i più piccoli e le più piccole e di chi conosce i libri. Cerchiamo di ragionare insieme su quali possono essere i “primi libri” più adatti (dai cartonati ai libri tattili, dai testi in rima ai silent book) cercando di capire le esigenze di ogni fascia d’età, da 0 a 3 anni. Senza dimenticare quella buona dose di elasticità che in queste fasi di crescita ci aiuta a rispettare tempi e attitudini dei più piccoli e delle più piccole.
Come si sceglie un “primo libro” per bambini e bambine?
In Italia l’editoria per l’infanzia è un settore molto vivace. Secondo l’Ufficio studi dell’Associazione Italiana Editori (AIE), nel 2025 sono stati pubblicati 8.638 nuovi titoli per bambini e ragazzi e quasi sette su dieci erano pensati per la fascia fino ai 6 anni. Da un lato è una ricchezza che permette di trovare libri per ogni gusto e ogni età, ma a volte può anche disorientare. Sugli scaffali quindi possono convivere albi di grande qualità e proposte meno convincenti. Capire quali scegliere senza poterli sfogliare tutti richiede tempo ed esperienza. Capita così di affidarsi alla copertina più accattivante o al titolo che promette di insegnare i colori e i numeri, perdendo di vista ciò che nei primi anni conta di più: avere tra le mani un libro da leggere insieme.
Per accompagnare le famiglie in questa scelta, Nati per Leggere ha creato un Osservatorio editoriale. Nati per Leggere è il programma nazionale che noi del Centro per la Salute delle Bambine e dei Bambini (CSB) promuoviamo dal 1999 insieme ad Associazione Culturale Pediatri (ACP) e Associazione Italiana Biblioteche (AIB). Ne fanno parte bibliotecarie e bibliotecari, libraie e librai, pediatre e pediatri, educatrici ed educatori e altre figure che lavorano con le famiglie. Il loro contributo consiste proprio nel leggere le novità e selezionare quelle più adatte a essere lette insieme in famiglia.
Le selezioni dell’Osservatorio editoriale di Nati per Leggere
Nella selezione l’Osservatorio tiene conto della qualità della storia e delle illustrazioni, della cura dell’impaginazione e degli aspetti pedagogici. Nella pratica sono criteri che chiunque può tenere a mente davanti a uno scaffale, affiancandoli alle domande che ci siamo fatti all’inizio su chi leggerà con noi.
La storia è coinvolgente e si presta a essere ripetuta? Le illustrazioni sono chiare e curate? Il libro è pensato per mani piccole e ancora poco precise? Lascia spazio per fermarsi, indicare e fare domande?
Il risultato di questo lavoro è raccolto nella guida Nati per Leggere. Una guida per genitori e futuri lettori, pubblicata a cadenza quasi bimestrale da AIB (l’ultima uscita è del 2025). Contiene224 titoli divisi per età e tipologia. Chi preferisce cercare online può consultare gratuitamente la guida interattiva, che raccoglie i libri consigliati dal 2008 in poi e permette di filtrarli per età, lingua e tipo di libro.
Iniziative come questa sono in linea con quanto accade anche a livello internazionale. Nel documento Literacy Promotion: An Essential Component of Primary Care Pediatric Practice (Pediatrics, 2024), l’American Academy of Pediatrics (AAP, l’associazione statunitense di pediatria) raccomanda di proporre la lettura fin dalla nascita. Una buona lettura, in questo senso, è quella con cui chi legge si sente a proprio agio, perché ne riconosce le sfumature emotive o ci ritrova il suo modo di raccontare. Un genitore o un’altra figura di riferimento che legge volentieri trasmette questo piacere a chi ascolta. E rende più naturale tornare a quel libro ancora e ancora.
I libri consigliati per ogni età, da 0 a 3 anni
Prima di addentrarci in questa piccola guida è giusto ricordare che, quando ragioniamo per fasce d’età, stiamo maneggiando indicazioni orientative. Proprio come accade per tutte le tappe della crescita: indicano il momento in cui una certa abilità compare più spesso, all’interno di una finestra di tempo ampia e variabile. Può capitare quindi che un libro pensato “dai 2 anni in su” appassioni già una bambina di diciotto mesi, oppure che un bambino di tre anni torni volentieri al cartonato che sfogliava da piccolo. A guidare la scelta resta sempre l’osservazione di chi legge accanto a loro.
Primi libri per neonati e neonate

Nei primissimi mesi di vita la lettura è accompagnata dalla voce di chi si prende cura di una neonata o di un neonato. Ninne nanne, filastrocche e canzoni sono a tutti gli effetti le prime letture, nella lingua di casa o nel dialetto delle nonne e dei nonni. È lo stesso terreno su cui lavora Nati per la Musica.
Se si vuole affiancare un libro, i più adatti sono quelli con immagini a forte contrasto, in bianco e nero o con colori netti. Piacciono molto anche i libri fotografici e quelli con i versi degli animali e onomatopee, che permettono di partecipare alla lettura con la voce prima ancora che con le parole. Si prestano molto bene anche le fotografie, quelle che ci sono in casa. In questo senso vale la pena ricordare che “il primo libro” è il volto dei genitori: guardandolo insieme si riconoscono i sorrisi e gli sguardi, ci si sofferma a capire che chi tiene la foto (più o meno alla distanza di un abbraccio) è la stessa persona che è ritratta in essa.
Per approfondire: Cosa succede con il primo libro
Come scegliere i libri per bambini e bambine intorno ai sei mesi
Verso i sei mesi le mani cominciano ad afferrare e il libro, puntualmente, finisce in bocca. È il momento dei libri cartonati (ma si potrebbero valutare anche quelli con le alette da sollevare e i buchi da cui sbirciare) con pagine spesse e angoli arrotondati che resistono a morsi e cadute. Le pagine si girano a gruppi o a salti e va benissimo così: a quest’età leggere significa nominare quello che compare (spesso immagini di oggetti familiari come la palla, il cane, una mano che saluta), imitare un verso e aspettare una risposta fatta di sguardi e vocalizzi.
Per approfondire: I libri per bambini in età prescolare – dalla nascita; I libri per bambini in età prescolare – dai 6 mesi
Libri per bambini e bambine di 1 anno

Intorno al primo anno capita spesso che sia la bambina o il bambino a prendere un libro e a chiedere di leggerlo insieme. A volte lo fa più volte di fila con lo stesso libro, chiedendo un’altra lettura non appena finito. In questa fase piano piano le dita imparano a girare una pagina alla volta e poco a poco cresce il piacere di indicare. In questa fase ci si può approcciare alle prime storie, brevi e con una struttura che si ripete, così da poter anticipare cosa succederà nella pagina successiva.
Anche i libri tattili sono adatti a questo periodo di crescita. Una pagina morbida, una ruvida, i rilievi da seguire con le dita: mentre le mani esplorano, chi legge può dare un nome a ciò che si sente (“è morbido come il gatto della nonna”). È un piccolo gesto che permette alla scoperta di diventare anche linguaggio.
Esiste anche un’editoria tattile illustrata pensata per bambine e bambini con disabilità visiva. La Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi la promuove anche con il concorso nazionale Tocca a te!. Sono libri che offrono a chi vede e a chi non vede la stessa occasione di esplorare una storia insieme.
Per approfondire: I libri per i bambini in età prescolare – dai 12 mesi
I libri per bambini e bambine dai 2 ai 3 anni
Dopo i due anni il libro si sfuma gradualmente in un’attività di gioco. Può succedere che bambine e bambini lo sfoglino da soli, imitando i gesti e la voce di chi di solito legge con loro, o che inventino una storia tutta loro partendo dalle figure che vedono. Sono modi di giocare con i libri e di sentirli propri, che si accostano al piacere di continuare a leggerli insieme.
In questa fase di solito si inizia ad avere voglia di ascoltare storie un po’ più lunghe, magari che parlano di vita quotidiana (il nido, le nonne e i nonni, l’arrivo di una sorellina o di un fratellino, la paura del buio) e in cui ci si può riconoscere. E si manifesta anche il bisogno di scegliere: lasciare che sia la bambina o il bambino a prendere il libro dallo scaffale e accettare di rileggerlo per la ventesima volta fa parte dell’esperienza, ed è bellissimo così.
Libri in rima e silent book
È un’età in cui si iniziano ad apprezzare i libri in rima perché hanno il pregio di diventare familiari: potrebbe anche capitare di anticipare le ultime parole del verso aspettando il momento giusto per dirle insieme, nello stesso momento.
Oppure i cosiddetti silent book, quei libri che affidano il proprio racconto alle sole illustrazioni. Chi legge può raccontare la storia con le sue parole e nella propria lingua, arricchendola in base a ciò che la bambina o il bambino indica e chiede. Per questo sono preziosi nelle famiglie in cui si parlano più lingue o in cui leggere un testo scritto è meno abituale.
Non a caso IBBY Italia (International Board on Books for Young People) li ha scelti come ponte tra culture nel progetto Silent Books. Destinazione Lampedusa, nato nel 2012 da una collaborazione con il Palazzo delle Esposizioni di Roma.
Per approfondire: Lettura precoce nei bambini e nelle bambine: cosa leggono prima di conoscere l’alfabeto?
Un piccolo esercizio per scoprire cosa piace

Oltre all’età, la scelta delle letture deve giustamente orientarsi anche sugli interessi dei più piccoli e delle più piccole. C’è chi si emoziona per ogni animale o chi cerca delle ruote in ogni pagina. Seguire questa curiosità rende la lettura più coinvolgente e, piano piano, permette di allargarne l’orizzonte. Per capire cosa attira una bambina o un bambino in un certo periodo si può provare un piccolo esercizio, a casa o in biblioteca, ma in qualsiasi luogo in cui ci siano dei libri a portata di mano:
- raccogliere quattro o cinque libri diversi per formato e tipologia. Un cartonato fotografico, un libro tattile, una filastrocca illustrata, un libro con le alette e disporli su un tappeto o sul divano;
- lasciare il primo passo alla bambina o al bambino, osservando quale libro prende, quale apre e quale mette da parte;
- leggere quello scelto seguendo il suo ritmo, fermandosi dove si sofferma e dando un nome a ciò che indica;
- notare cosa chiede di ripetere. Un verso, una pagina, un’aletta da sollevare ancora, perché è un indizio prezioso su ciò che in quel momento suscita più curiosità.
Nei primi anni gli interessi si trasformano di mese in mese. Riproporre questi passaggi ogni tanto, cambiando qualche libro, aiuta a seguire questi cambiamenti e ad affiancare ai libri che piacciono già qualche piccola novità. Anche in questo caso, ciò che si osserva va preso come termometro del momento. Se oggi una bambina sceglie sempre il libro sui trattori o un bambino torna ogni volta alla stessa ninna nanna, domani le loro curiosità potrebbero prendere tutt’altra strada.
Lasciare aperta questa possibilità significa continuare a proporre libri diversi per evitare che gusti e interessi vengano incasellati in categorie definite in anticipo. È un’attenzione che conta ancora di più quando quelle categorie riguardano il modo in cui bambine e bambini imparano a vedere sé stessi e chi li circonda.
Libri in cui riconoscersi e scoprire il mondo
I libri dei primi anni di vita contribuiscono a costruire l’immaginario di bambine e bambini. Li aiutano a farsi una primissima idea di chi sono e di cosa possono fare. Oltre che di come sono fatte le famiglie intorno a loro. Quando si sceglie un libro vale quindi la pena guardare le illustrazioni con un’attenzione in più:
- Chi cucina e chi ripara la bicicletta?
- Chi si arrampica sugli alberi e chi consola?
- Ci sono famiglie diverse da quella più raccontata?
- Le persone raffigurate rappresentano l’effettiva diversità che c’è nel mondo?
- Ci sono nomi che vengono da altre lingue?
Il nostro suggerimento è quello di partire da queste domande e creare un criterio utile per orientarsi. L’obiettivo è trovare un equilibrio tra quei libri che fanno da specchio (in cui una bambina o un bambino ritrova la propria casa e cultura, ad esempio) e libri che aprono una finestra sulla vita di altre persone. È lo spirito con cui promuoviamo Volta pagina, il programma che aiuta a riconoscere gli stereotipi di genere fin dalla prima infanzia, anche attraverso la letteratura.
Per approfondire: Stereotipi di genere nei primi anni di vita: perché è fondamentale un’educazione inclusiva
Lo stesso spirito anima Mamma Lingua, il progetto di cui AIB oggi è ente capofila, in collaborazione con Nati per Leggere e IBBY Italia. L’iniziativa promuove libri in sette lingue diverse, per aiutare le famiglie e chi si prende cura dei più piccoli e delle più piccole a leggere nella lingua di casa e trasmettere le sfumature emotive che padroneggiano meglio.
Per approfondire: L’eco delle storie: quando la voce diventa casa

Perché ogni bambina e ogni bambino possa ritrovarsi in un libro, deve prima di tutto arrivare nelle sue mani. I libri di qualità hanno un costo e le librerie per l’infanzia sono concentrate solo in alcuni territori. È anche così che un’azione all’apparenza scontata, fatta sovrappensiero davanti a uno scaffale, diventa una questione di equità. Non tutte le persone che hanno a che fare con bambini e bambine hanno lo stesso tipo di accesso agli strumenti per l’infanzia.
Dove possibile, però, le biblioteche cercano di tutelare questo diritto. Il prestito gratuito e il personale formato per consigliare le famiglie sono un piccolo baluardo di salvaguardia per la cultura, anche dei più piccoli e delle più piccole. Così come l’ambulatorio pediatrico, il nido e altri spazi per famiglie come i Villaggi per Crescere. Possono tutti diventare il luogo in cui arriva un primo consiglio di lettura.
Non importa da dove arriva la prima lettura o di che tipo sia. Ciò che la rende preziosa è la cura che ci si mette nel leggere insieme. Nei tempi e nei modi che servono a ciascuna bambina e a ciascun bambino per sentire amore e sostegno, ovunque si trovi, fin dalla nascita.