Un papà, quasi con imbarazzo, apre un libro davanti alla sua bambina di pochi mesi. È un po’ confuso, non ha chiesto a nessuno se “poteva essere una cosa buona da fare”. Una parte di lui pensa che sia troppo presto e lo frena. L’altra parte, al contrario, lo sprona perché a lui è sempre piaciuto leggere e guardare le immagini e così, ha pensato che potesse piacere anche alla sua bambina e che fosse un buon modo per stare assieme. Appena comincia a mostrarle i volti di bambine e bambini, lei si ferma, osserva le fotografie, cerca lo sguardo del suo papà e risponde con un suono. Non c’è segnale migliore per capire che prendere quel libro è stata decisamente una buona idea.
Lavoriamo da sempre perché momenti come questo entrino nella quotidianità di ogni famiglia, fin dai primi giorni di vita e affinché genitori e neogenitori trovino dei punti di riferimento sul proprio territorio.
Nei nostri spazi ascoltiamo ogni giorno le storie dei genitori e una fatica ricorre, più delle altre: la solitudine dopo la nascita di un figlio o di una figlia. Anche i dati vanno in questa direzione: secondo le rilevazioni da cui nasce il progetto Pampers Village, a sentirsi solo è un genitore su due. È a partire da questo bisogno che Fater, azienda di Pampers, ha scelto di coinvolgerci nel progetto come partner scientifico.
Il ruolo del CSB in Pampers Village
Dopo le tappe di Milano e Pescara, il progetto è arrivato a Roma, all’interno di InFamiglia Festival, dove le nostre esperte e i nostri esperti hanno incontrato mamme, papà, bambine e bambini. Sono state delle giornate intense, in cui le educatrici dei Villaggi per Crescere hanno accolto le famiglie per leggere assieme, fare un po’ di musica, giocare con poco.
Per far sì che potessero portare “un po’ di Villaggio, a casa”.
Essere partner scientifico significa per noi garantire non solo che ciò che viene proposto alle famiglie poggi su basi solide ma anche dimostrare che, con la guida e il supporto del nostro personale formato, queste attività possano essere riproposte a casa. È un riconoscimento importante, perché conferma che il sostegno alla genitorialità richiede competenze specifiche anche quando si rivolge a un pubblico molto ampio.
L’esperienza di Un Villaggio per Crescere
In questa collaborazione portiamo l’approccio di Un Villaggio per Crescere, il progetto che coordiniamo dal 2018 in diverse città italiane. Nei Villaggi genitori e persone adulte di cura, bambine e bambini da 0 a 6 anni partecipano insieme e gratuitamente a proposte educative, accompagnate da personale qualificato. È un modello nazionale di sostegno alla genitorialità e allo sviluppo infantile precoce, il cui modello prevede:
- Uno spazio condiviso per genitori, o altri adulti di riferimento, e bambine e bambini da 0 a 6 anni, con particolare attenzione alla fascia 0-3.
- Attività di dimostrata valenza scientifica da vivere insieme: lettura, gioco, musica, cura dell’ambiente, attività artistiche e uso appropriato delle tecnologie digitali.
- Personale qualificato e formato, che guida le attività e con cui le persone adulte possono confrontarsi sui temi della genitorialità.
- Il confronto con altri genitori che vivono la stessa esperienza.
Il quadro di riferimento è il Nurturing Care Framework di OMS, Unicef e Banca Mondiale, che indica la genitorialità responsiva tra le componenti essenziali dello sviluppo infantile. L’ultima valutazione del programma evidenzia risultati sui genitori a partire da almeno dieci incontri in piccolo gruppo.
Guardare avanti
Due giornate di festival sono un primo incontro, e i benefici arrivano con la continuità. Per questo alle famiglie incontrate abbiamo indicato il Villaggio per Crescere di Roma come punto di riferimento stabile e gratuito per la fascia 0-3 anni.
Un ringraziamento va a Fater, la cui fiducia ci permette di raggiungere sempre più mamme e papà che aspettiamo nei Villaggi, durante tutto l’anno.