Sporcarsi fa bene: esplorazione sensoriale e scoperta tra terra, acqua, fango ed erba 

Terra sotto le unghie, sabbia nelle scarpe, acqua ovunque.
Per molte bambine e molti bambini è una calamita naturale. Per i loro genitori è un sospiro: 

“Ok… poi però come torno a casa?”.

Eppure, nel linguaggio dello sviluppo precoce, l’esplorazione sensoriale è preziosa: i primi anni sono un periodo in cui il cervello costruisce connessioni a una velocità che non si ripeterà più. In un approfondimento dedicato alle nuove linee guida OMS sullo sviluppo nella prima infanzia, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ricorda che oltre l’80% dello sviluppo neurale avviene entro i 3 anni e che, in questa fase, l’apprendimento passa anche da ciò che bambine e bambini fanno con il corpo: muoversi, sperimentare, incontrare materiali e luoghi nuovi, interagire con chi li accompagna, anche durante attività quotidiane come gioco e pasti.

L’obiettivo è offrire opportunità di esplorazione sensoriale che rispettino i ritmi di bambine e bambini e rendano la scoperta possibile, mantenendo un clima di sicurezza: presenza dell’adulto, segnali ascoltati, piccoli passi che possono diventare più grandi col tempo.

Terra, fango, erba e acqua: i primi laboratori scientifici

Nella prima infanzia l’apprendimento passa dal corpo e dai sensi: toccare, travasare, schiacciare, annusare, assaggiare e osservare cosa cambia. È così che si costruiscono competenze di base: attenzione, coordinazione, linguaggio (“com’è?”, “cosa succede se…?”), capacità di fare tentativi.

L’American Academy of Pediatrics sintetizza bene perché il gioco è centrale: sostiene sviluppo cognitivo, emotivo e sociale e aiuta bambine e bambini a esplorare e “fare proprio” il mondo. L’estate è perfetta perché l’ambiente fa già metà del lavoro: sabbia, acqua, foglie, piccoli orti, conchiglie, fango dopo un temporale.

Esplorazione sensoriale di un bimbo con le mani nel fango

Sensibilità tattili: rispetto e gradualità (senza forzare)

Alcune bambine e alcuni bambini cercano consistenze “forti”. Altre e altri le evitano: si irrigidiscono, si tirano indietro, chiedono di pulirsi subito. Questa sensibilità va letta come informazione utile, non come capriccio.

Qui il principio guida è lo stesso che l’OMS promuove nella cura responsiva e nell’apprendimento precoce: osservare i segnali e rispondere in modo adeguato, sostenendo i genitori nel farlo

Dare un nome a quello che sta succedendo (validare)
Serve a far sentire la bambina o il bambino capito, e a ridurre la frustrazione o il sentimento di difesa.
Esempi:

  • “È appiccicoso: ti dà fastidio. Va bene così.”
  • “È freddo e bagnato: lo sento anch’io.”
  • “Capisco: la sabbia bagnata oggi non ti piace.”

Restituire una scelta (dare controllo)
Quando c’è una scelta, la curiosità ha più spazio. La bambina o il bambino non si sente “costretto/a”.
Esempi:

  • “Vuoi guardare il fango e basta o vuoi mescolarlo con la paletta?”
  • “Preferisci travasare l’acqua con il bicchiere o solo bagnare un po’ l’erba?”
  • “Vuoi toccare la terra con un dito solo oppure usare un bastoncino?”
  • “Vuoi che lo faccia io e tu mi dici cosa succede?”

Fare un passo alla volta (approccio graduale e ‘strumentale’)
“Graduale” significa costruire una scala facile da salire, non una prova unica.
Una progressione tipica può essere:

  • “Prima lo guardiamo.”
  • “Poi lo muoviamo con il rametto o la paletta.”
  • “Se ti va, lo tocchiamo con un dito… e poi ci puliamo.”
  • “Oggi basta così: ci riproviamo un’altra volta.”

Ripetere esperienze brevi e positive (tempo + ripetizione)
La familiarità cresce quando l’esperienza finisce “bene”: senza pressione, con un confine chiaro, e magari con un piccolo successo.
Esempio pratico: “Hai toccato un attimo e poi ti sei pulito/a. Va benissimo così.”
Dopo alcune ripetizioni, spesso la bambina o il bambino passa da “mi dà fastidio” a “posso provarci”.

L’obiettivo è creare sicurezza emotiva: è dentro quella sicurezza che, col tempo, può comparire l’esplorazione sensoriale autonoma.

Sporcarsi con serenità: idee pratiche per genitori

Anche gli adulti hanno una loro sensibilità allo “sporco” e la risposta individuale può essere molto variabile. Odori, disordine, vestiti da cambiare, macchie, bagnato, uniti al tempo che manca: tutto questo rende più pesante l’esplorazione con i 5 sensi e non c’è niente di strano. L’esperienza può diventare sostenibile con qualche piccola attenzione: scegliere un posto preciso dove “pasticciare”, darsi un tempo definito, trovare modi semplici di gestire il ripristino dell’ordine e della pulizia.

In estate l’ambiente aiuta tantissimo, perché offre, in natura, materiali perfetti senza dover inventare nulla — acqua, sabbia, erba, terra — e si può partire con proposte piccole e ripetibili, adatte anche a chi è più prudente o sensibile. 

Qualche esempio.

1) Acqua che passione

Due bacinelle + bicchieri + cucchiai. Travasi, colature, spugne.
Parole chiave: “pieno/vuoto”, “leggero/pesante”, “ancora”, “fresco”.

2) Torta di fango

Un po’ d’acqua + terra. Aggiungi sassi, foglie, rametti e altri materiali trovati in natura.
Se la bambina o il bambino è sensibile al tatto, inizia con dei bastoncini.

3) Orto per piccole mani

Terra nel vaso grande, semi (es. fagioli), piccole piantine (es. fragole) annaffiatoio.
È un’esperienza lenta, perfetta per chi non ama il caos e ha un po’ di pazienza.

4) Esplorazione sensoriale da spiaggia

Sabbia, acqua di mare, conchiglie, sassi, legnetti. Per chi è sensibile: attenzione alla temperatura dei materiali, offrire il modo di esplorare le consistenze in autonomia, con legnetti, materiali o a mani nude.

5) Impastiamo!

Farina + sale + acqua. Si impasta, si schiaccia, si rompe e si ricompone. E con l’aria si asciuga, può restare il ricordo di quanto fatto! Ottima alternativa per quando non si può stare fuori.

Dove si inserisce l’esperienza sensoriale nel lavoro CSB

Per CSB l’esperienza sensoriale conta perché mette in pratica, in modo semplice e quotidiano, ciò che chiamiamo sviluppo precoce: opportunità reali di crescita cognitiva, emotiva e relazionale fin dalla nascita. Nel Nurturing Care Framework (di cui CSB ha curato la versione italiana) gioco, cura responsiva e opportunità di apprendimento precoce sono dimensioni che procedono insieme: terra, acqua, sassi, erba e fango diventano contesti “aperti” in cui bambine e bambini sperimentano, regolano emozioni e costruiscono fiducia attraverso micro-interazioni con gli adulti.

Per approfondire: Giocare all’aperto non fa ammalare: i veri benefici del tempo fuori secondo la scienza

Conclusione: lo sporco passa, l’esperienza sensoriale resta

Terra, acqua, erba, sassi e fango sono materiali semplici. Proprio per questo sono potenti: permettono a bambine e bambini di esplorare, fare ipotesi, provare, fermarsi, riprovare.
Il ruolo degli adulti è rendere questa esplorazione sensoriale possibile e rispettosa: creare un contesto, osservare i segnali, fare spazio alla gradualità. 

Così lo “sporcarsi” diventa scoperta, e incoraggiamento a fare esperienza del mondo, con fiducia

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