Lettura precoce nei bambini e nelle bambine: cosa leggono prima di conoscere l’alfabeto?

Bambina legge un libro illustrato con l'aiuto di un adulto

Quando pensiamo alla lettura, spesso immaginiamo lettere, sillabe, pagine “da decifrare”. Nella prima infanzia, invece, la lettura è un gesto molto più ampio: significa attribuire significato a ciò che si incontra. Bambine e bambini diventano “lettori” e “lettrici” molto prima dell’alfabeto, perché imparano a orientarsi tra segni, immagini, fotografie, suoni, gesti e relazioni.

Per CSB questo è un punto chiave: la lettura precoce nei bambini e nelle bambine è una buona pratica che sostiene sviluppo cognitivo, linguistico ed emozionale e costruisce relazione e intimità. È il cuore del programma Nati per Leggere, nato dall’alleanza fra Associazione Culturale Pediatri, Associazione Italiana Biblioteche e CSB.

Formatrice mostra libri illustrati a bimbi e bimbe

Lettura precoce nei bambini e nelle bambine: un’attività che coinvolge tutti i sensi

L’OMS, nelle raccomandazioni sullo sviluppo nella prima infanzia, indica come componenti essenziali la cura responsiva e le opportunità di apprendimento precoce: giochi, comunicazione, interazioni quotidiane supportate dagli adulti. In questa prospettiva, leggere insieme non è un “extra”: è una forma di apprendimento precoce fatta di parole, sguardi, turni, emozioni condivise.

L’American Academy of Pediatrics, nel documento Literacy Promotion: An Essential Component of Primary Care Pediatric Practice del 2024, raccomanda la lettura condivisa fin dalla nascita, perché rafforza la relazione tra adulto e bambina o bambino e sostiene lo sviluppo linguistico, cognitivo e socio-emotivo.

Cosa “leggono” bambine e bambini prima di saper leggere

1) Le figure: una bambina o un bambino “scansiona” le immagini

Di fronte a un’illustrazione, l’occhio si muove, seleziona dettagli, confronta colori e forme, segue sguardi e azioni dei personaggi. È un allenamento naturale all’attenzione e alla costruzione di significato: “chi è?”, “dov’è?”, “cosa sta succedendo?”.

Nati per Leggere lavora proprio su questo: libri scelti con criteri di qualità e adulti che accompagnano, senza trasformare la lettura in prestazione.

2) Il volto e la voce dell’adulto: la lettura relazionale

Per una bambina o un bambino piccolo, la storia passa prima di tutto da chi la porta: tono, pause, ritmo, sorriso, espressioni. Il volto dell’adulto diventa una guida: “qui è tranquillo”, “qui c’è sorpresa”, “qui ci fermiamo”.
Questo è uno dei motivi per cui Nati per Leggere parla di lettura a bassa voce come momento di relazione e intimità: la storia si costruisce insieme, anche quando la bambina o il bambino interrompe, indica, chiede di ripetere.

3) Le mani: forme, consistenze, pesi

Prima ancora di essere una storia, il libro è un oggetto che si esplora: pagine di cartone, alette, buchini, stoffa, superfici ruvide o lisce. “Assaggiare” il libro, le sue pagine e poi girarle (o provarci) è un gesto che dice: “io agisco, qualcosa cambia”. È motricità fine, curiosità, causa-effetto, attenzione.

4) Lo spazio: il contesto in cui avviene la lettura

Bambine e bambini “leggono” anche l’ambiente: luce morbida, braccia che accolgono, corpo vicino, un tempo riconoscibile. Quando la lettura torna spesso nello stesso momento della giornata, diventa un segnale di calma e presenza. Non serve che duri tanto: serve che sia un tempo dedicato.

5) Il mondo: l’adulto come mediatore che segue lo sguardo

La lettura condivisa in età precoce funziona bene quando l’adulto segue l’interesse della bambina o del bambino: se si ferma su un dettaglio, ci si ferma lì; se indica, si nomina; se chiude il libro dopo due pagine, quelle due pagine bastano. In questa logica, libri diversi (per temi, materiali, stili) aprono strade esplorative diverse: osservare, nominare, immaginare, collegare.

Per approfondire: Responsività genitoriale: il cuore della relazione nei primi 1000 giorni

Adulto indica parole scritte su un libro illustrato a un bimbo

La lettura precoce nei bambini e nelle bambine: il punto di vista CSB

Per CSB, leggere insieme fin dai primi mesi significa offrire a bambine e bambini un’opportunità concreta di sviluppo cognitivo, linguistico, emotivo e relazionale. Questa visione prende forma nel programma nazionale Nati per Leggere, promosso dal 1999 assieme ad Associazione Culturale Pediatri, Associazione Italiana Biblioteche e Centro per la Salute delle Bambine e dei Bambini. Oggi il programma è presente in tutte le regioni italiane, con circa 800 progetti locali attivi in più di 2.000 Comuni.

La forza di Nati per Leggere sta nella rete: pediatria, bibliotecarie e bibliotecari, educatrici ed educatori, servizi sanitari e culturali, enti pubblici, volontari e volontarie collaborano per raggiungere le famiglie con bambine e bambini fino a 6 anni. Nei diversi territori il programma propone letture condivise, libri adeguati alle diverse età, incontri per i genitori, attività nei presidi e, in alcuni casi, il dono di un libro durante le visite pediatriche o per celebrare i nuovi nati e le nuove nate nel proprio territorio.

Il contributo di CSB riguarda in particolare il coordinamento e la formazione. Anche la Segreteria nazionale di Nati per Leggere è affidata al Centro per la Salute delle Bambine e dei Bambini e cura i percorsi rivolti al personale che lavora con le famiglie e volontario. In questo modo, garantiamo che la promozione della lettura precoce nei bambini e nelle bambine mantenga qualità, continuità e un linguaggio condiviso nei diversi servizi.

Più che insegnare precocemente a leggere, Nati per Leggere aiuta gli adulti a costruire occasioni quotidiane di relazione attraverso i libri: seguire lo sguardo, nominare, aspettare, rileggere, lasciare spazio alle domande e alla partecipazione. È in questi scambi semplici e ripetuti che una storia diventa anche cura, dialogo e possibilità di crescita.

Adulto indica immagini su un libro illustrato a un bimbo

Un piccolo spunto di lettura dialogica: seguire, aspettare, rispondere

La lettura condivisa diventa più ricca quando l’adulto lascia che sia la bambina o il bambino a indicare da dove cominciare. Nati per Leggere considera infatti la lettura dialogica uno degli elementi centrali della formazione: il libro diventa uno spazio di relazione, scambio e partecipazione, già dalla nascita.

Si può provare con un’unica pagina illustrata:

  1. Aspetta qualche secondo. Osserva dove cade lo sguardo, quale figura viene indicata, toccata o avvicinata.
  2. Dai parole a ciò che interessa. “Hai visto il gatto. È nascosto sotto il tavolo.”
  3. Aggiungi un piccolo invito. “Come si muove?”, “Che verso fa?”, “Dove potrebbe andare?”. Con le bambine e i bambini più piccoli basta imitare un suono, cambiare espressione o lasciare una pausa perché possano rispondere con lo sguardo, un gesto o una vocalizzazione.
  4. Collega la figura alla loro esperienza. “Anche ieri abbiamo visto un gatto”, oppure “Questa palla assomiglia alla tua”.
  5. Riprendi la loro risposta. Un sorriso, un suono o una parola possono diventare il punto di partenza per continuare: “Sì, corre veloce!”, “Hai indicato proprio la palla rossa”.

Questo momento può durare anche solo pochi minuti. Il suo valore sta nei turni: l’adulto osserva, la bambina o il bambino risponde, l’adulto accoglie e rilancia. È così che la lettura diventa una conversazione prima ancora che compaiano le parole. 

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